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“Dialoghi di maggio” su economia e lavoro promossi a Fonte dall’Ac – vicariato di Asolo

Si intitola “Dialoghi di maggio” la serie di due incontri organizzati dall’Azione cattolica adulti del Vicariato di Asolo in collaborazione con il Cfp di Fonte, sede degli incontri, dedicati all’economia e al lavoro. Il primo si svolgerà il 13 maggio alle 20.45 e avrà come relatore il vescovo di Treviso, Michele Tomasi. Mons. Tomasi, nell’ambito del tema generale “Gratis è bello”, si soffermerà sul tema del “dono” e cercherà di rispondere a questa domanda: “Il mercato ha dato un prezzo a tutto, ma esistono altre vie in questa economia?”. Allo stesso interrogativo sarà chiamato a rispondere l’altro relatore della serata, il professor Lorenzo Biagi dell’Università dell’Insubria. A moderare l’incontro Mariano Montagnin, giornalista della Vita del popolo. Il secondo incontro si svolgerà il 20 maggio, alle 20.45, e avrà come titolo “L’economia del tempo”. Sarà dedicato al mondo del lavoro e in particolare cercherà di rispondere alla domanda “Il lavoro è ancora un valore, ma sono cambiati i valori. Come?”. Relatori saranno Riccardo Poletto, ex sindaco di Bassano del Grappa, e Davide Girardi, dell’Istituto universitario salesiano di Venezia. Modera Bruno Desidera, redattore della Vita del popolo. La prenotazione è consigliata su whatsapp a numero 3471755634 oppure al 3492143440.

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Dialoghi di maggio

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“Economia umana”: incontro lunedì 7 marzo a Pieve di Soligo con mons. Sorrentino sulla “profezia” di Giuseppe Toniolo

Arriva anche a Pieve di Soligo la presentazione dell’ultimo libro del Vescovo delle diocesi di Assisi- Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno, mons. Domenico Sorrentino.

Intitolato “Economia umana. La lezione e la profezia di Giuseppe Toniolo: una rilettura sistematica”, e pubblicato da Vita e Pensiero, casa editrice dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, il volume di 368 pagine è uscito da poche settimane nelle librerie. Per l’occasione sarà presente l’autore, tra i più noti e apprezzati studiosi della figura e dell’opera del grande economista e sociologo cattolico, attuale presidente del comitato nazionale per la canonizzazione del beato trevigiano, dopo essere stato il postulatore della causa di beatificazione. A dieci anni dall’elevazione agli onori degli altari di Giuseppe Toniolo, avvenuta a Roma nella basilica a San Paolo fuori le Mura il 29 aprile 2012, l’Istituto della diocesi di Vittorio Veneto beato Toniolo. Le vie dei Santi, insieme alla diocesi di Treviso e ad altre realtà, promuove dunque la serata di lunedì 7 marzo, alle 20.30, nell’auditorium comunale Battistella Moccia di piazza Vittorio Emanuele II.

In programma la tavola rotonda “La persona al centro dell’economia”, con dialoghi tra protagonisti del mondo ecclesiale, economico e sociale della Marca trevigiana, cui farà seguito la presentazione del volume di Sorrentino. La serata sarà introdotta dai saluti di don Andrea Dal Cin, presidente dell’istituto Beato Toniolo, Stefano Soldan, sindaco della città di Pieve di Soligo, Bruno Desidera, della diocesi di Treviso e componente del comitato nazionale canonizzazione beato Toniolo, Aurelio Mottola, direttore della casa editrice Vita e Pensiero. Seguiranno gli interventi a confronto di Lorenzo Brugnera, presidente di Latteria Soligo e membro del consiglio di presidenza di Confcooperative Belluno – Treviso, di Massimiliano Paglini, segretario generale Cisl Belluno – Treviso, e di Mario Pozza, presidente della Camera Commercio Treviso – Belluno Dolomiti, presidente Unioncamere Veneto. Le conclusioni saranno affidate al vescovo Domenico Sorrentino. Coordina la serata il direttore scientifico dell’istituto Beato Toniolo, Marco Zabotti.

In precedenza, sempre lunedì 7 marzo, il Vescovo di Assisi presiederà nel Duomo di Pieve di Soligo alle 18.30 la concelebrazione eucaristica nel giorno anniversario della nascita del beato Giuseppe Toniolo (7 marzo 1845).

Per la serata del 7 marzo, ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili. Prenotazioni con mail a info@beatotoniolo.it oppure con messaggio whatsapp al numero 335/1403638. Obbligo di mascherina ffp2 e green pass rafforzato.

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Transizioni e nuovo welfare, il Cantiere di Partecipare il Presente con 4 appuntamenti

Il termine ‘transizione’ ben caratterizza questa fase di superamento dell’emergenza pandemica per un oggi e un domani che capiamo essere per molti aspetti diversi rispetto a prima. Partecipare il Presente, la scuola di formazione socio politica che vede insieme numerosi soggetti associativi e istituzionali della provincia di Treviso, scegli di concentrarsi sull’impatto delle transizioni in corso sugli strumenti di welfare.
“Quello sul welfare è il secondo ‘cantiere’ sul tema della sostenibilità che per Partecipare il Presente è la linea guida che orienterà della transizione in essere – dichiara Luca Bertuola, Presidente della scuola – . Il primo, a inizio 2021, è stato dedicato al lavoro, ora pensiamo agli strumenti di sostegno quando molte persone stanno sperimentando insicurezza e fragilità sociale. Durante i mesi più duri che abbiamo attraversato, abbiamo apprezzato il vantaggio di disporre di uno stato sociale (nella sanità e assistenza sociale, ad esempio) e accanto a questo l’esigenza di allargarlo verso nuove dimensioni, come il tempo e la cura. E’ un futuro in costruzione, con ancora molte incertezze, che coinvolge in modo rilevante anche lavoratori, imprenditori e sempre più i giovani. Un welfare che risponda in termini di servizi ai bisogni dei cittadini, ma anche liberando tempo per la cura”.
Il cantiere welfare di Partecipare il Presente si articola in quattro appuntamenti, tra ottobre e novembre. Il primo, martedì 12 ottobre alle 20,30, all’auditorium del collegio Pio X è nell’ambito della 35ª Settimana sociale dei cattolici trevigiani. Al centro, il cambiamento demografico con il progressivo invecchiamento della popolazione e il suo impatto sul welfare, con i rischi di accrescere la fragilità sociale se non interverrà un ripensamento degli attuali strumenti. Ne parleranno la Professoressa Agar Brugiavini, Ordinario di Economia politica all’Università di Venezia, studiosa dei sistemi pensionistici ed economia dell’invecchiamento, e, in apertura, il Direttore regionale dell’Inps del Veneto, Antonio Pone, che illustrerà l’andamento delle prestazioni assistenziali e previdenziali dell’Istituto nei due anni di Covid 19.
Il secondo incontro, mercoledì 20 ottobre alle 20,30 in webinar, guarda alle possibilità offerte dall’ambizioso Piano di Ripresa e Resilienza a fronte della sostenibilità dei sistemi di welfare. Ne parlerà la Professoressa Franca Maino, docente di politiche sociali e del lavoro all’Università di Milano e dal 2011 direttrice del laboratorio di ricerca Percorsi di secondo welfare.
A novembre, il primo appuntamento, giovedì 11 alle 20,30 all’auditorium Pio X° di Treviso, guarda ai sistemi di tutela generati dalla contrattazione, territoriale o aziendale, che nel tempo ha costruito un sistema di servizi ai lavoratori e alle loro famiglie che possono essere di utilità anche per il sistema pubblico di welfare. Relatore sarà Emanuele Massagli, ricercatore all’Università LUMSA di Roma ed esperto di pedagogia del lavoro e pedagogia sociale. A seguire un dibattito con le organizzazioni di rappresentanza moderato dal Direttore di Veneto Lavoro, Tiziano Barone.

Il quarto incontro, giovedì 25 novembre alle 20,30 sempre all’auditorium del Collegio Pio X°, riflette sul punto d’incontro nella società tra tempo del lavoro e tempo della cura anche nell’organizzazione aziendale. Ne parlerà Giulio Antonini, il cui percorso didattico – è professore a contratto presso IUSVE – Dipartimento di scienze dell’Educazione –  si accompagna al lavoro come  Direttore della casa di Riposo Don Vittorio Allegri di Salzano.

Nel sito www.partecipareilpresente.it sono accessibili le locandine e gli indirizzi di accesso alla piattaforma Zoom (tutti gli incontri saranno anche in streaming).

La Scuola di Formazione Sociale e Politica “Partecipare il Presente”, costituitasi nel 2005, oggi vede la collaborazione tra:
ACLI Treviso, Artigianato Trevigiano – Casartigiani, Assindustria Venetocentro, Associazione Comuni della Marca Trevigiana, CIA Treviso, CGIL Treviso, CISL Belluno Treviso, CNA Treviso, Confagricoltura Treviso, Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, Confcooperative Belluno e Treviso, Confesercenti Treviso, EBicom Ente Bilaterale territoriale della provincia di Treviso, Federmanager Treviso Belluno, Forum delle Associazioni Familiari della provincia di Treviso, Pastorale Sociale e del lavoro Diocesi di Treviso, UCID Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti, Unascom Confcommercio Treviso e Volontarinsieme CSV Treviso.

“Partecipare il Presente” ha aderito al Network per il bene comune e i quattro appuntamenti fanno parte del calendario “Transizioni” 2021-2022.

www.partecipareilpresente.it

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Settimana sociale, seconda serata con la prof. Mio: “L’azienda sostenibile è quella che crea valore”

ArrayLa cosa più brutta che possa capitare a un incontro dove cerchi risposte è che siano poste delle domande proprio a te e che tu debba fornirle, anche se in anonimato. E’ iniziata con questo piacevole, a dir la verità, “colpo di teatro”, la seconda serata della 35ª Settimana sociale dei cattolici trevigiani, introdotta da Gianfranco Pozzobon a nome del Meic, presente il vescovo Tomasi, e incentrata sul tema “Sostenibilità: sfida e compito necessario per gli attori sociali”. A parlarne la professoressa Chiara Mio, dell’Università Ca’ Foscari nella quale tiene corsi legati alla programmazione e controllo, alla misurazione delle performance e alla responsabilità sociale d’impresa. Autrice del libro “L’azienda sostenibile”, editori Laterza, presiede la banca FriulAdria-Credit agricole.

Un’esperta titolata, quindi, per parlare di sostenibilità e del suo significato. Perché di sostenibilità parlano tutti, “è una parola abusata”, ma non sempre con cognizione. Ecco allora le domande che hanno interpellato i presenti nell’auditorium del collegio Pio X a Treviso e anche quelli collegati in streaming e nelle sedi predisposte sul territorio. “Se tutto diventa sostenibilità, allora niente è sostenibilità”, ha affermato perentoria la docente. In realtà una definizione chiara, messa a punto dagli studiosi, di sostenibilità c’è e non riguarda in senso stretto l’ambiente e l’uso delle risorse, come invece risposto dalla maggioranza dei presenti, bensì è “la creazione di valore per gli stakeholder (chiunque abbia interesse, ndr) nel lungo termine”.
Da qui si è sviluppata la puntuale spiegazione della professoressa Mio, “non c’è sostenibilità se non c’è una creazione, ma di valore, da parte dell’uomo. Creare valore non vuol dire creare profitto o creare utile. E non tutto ciò che ha valore, ha mercato anche in azienda”. L’esempio che ha portato la relatrice è stato quello della reputazione di un’azienda, che ha un grandissimo valore, pur non avendo un mercato. Ha valore per chi deve andarci a lavorare, ha valore per chi deve acquistare i suoi prodotti, ha valore per chi vuole investirci… Eccoli i portatori di interesse. Se inquina o ha molti dipendenti con contratti a tempo determinato, il suo valore, senza dubbio, diminuisce.
Finora la aziende sono state misurate con il profitto, “oggi invece dobbiamo misurare le aziende in tema di sostenibilità attraverso la governance, l’impatto ambientale e l’impatto sociale”, negli investimenti che devono riguardare tre dimensioni, quella economica, quella ecologica e quella etica, le quali in un’azienda sostenibile devono essere sempre presenti e avere un equilibrio.
Ha creato qualche “rumors” tra i presenti, pensando ad aziende conosciute o anche ad alcune finite in cronaca recentemente, l’affermazione della dottoressa Mio, riguardo alla preoccupazione che un’azienda deve avere rispetto all’impronta ambientale che va dalla produzione della materia prima fino alla smaltimento, avendo a cuore quindi tutta l’intera filiera, compresi fornitori e collaboratori “etici”. “Perché deve farlo? Perché è buona”, ha interpellato la docente. In realtà perché l’ottimizzazione di risorse si rivela un vantaggio per i costi dell’azienda. E ha assicurato che anche in Italia, anche nel nostro Nordest fatto di piccole e medie aziende, ci sono esempi di realtà virtuose che non pensano esclusivamente al profitto, ma a condividere un progetto imprenditoriale che dà valore e contribuisce a cambiare il territorio, se non il mondo…
Ma, c’è un ma…“L’azienda sostenibile ha bisogno di un ecosistema sostenibile: istituzioni che facciano il loro lavoro, consumatori con sensibilità, associazioni datoriali che diano indicazioni comuni ai singoli settori. In questo senso la Pubblica amministrazione dovrebbe dare l’esempio”. E ha indicato una via per i cattolici che vogliono impegnarsi: “E’ un momento da sfruttare per la consonanza che c’è tra le aziende che dal di dentro vogliono cambiare e la dottrina sociale della Chiesa”, per cambiare il modo di produrre in senso sostenibile, per l’uomo e per il pianeta. (Lucia Gottardello)

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